Fonte: http://it.wikipedia.org/
E' recente la sentenza della Corte di Cassazione (la n. 7082/2015) che stabilisce che i proprietari di cani che portano in giro il loro fido a passeggio non solo devono usare guinzaglio, museruola e tutte le altre accortezze che normalmente bisogna adottare, ma devono anche "ridurre il più possibile il rischio che i loro anmali domestici possano lordare i beni di proprietà di terzi quali i muri di affaccio degli stabili o i mezzi di locomozione ivi parcheggiati".
La sentenza scaturisce da un caso recente, che ha riguardato un uomo accusato di aver permesso al proprio cane di fare la pipì sul muro di un palazzo storico architettonico nel centro di Firenze. Il "reo" era stato accusato parte dal giudice di pace, mentre il Tribunale di Firenze aveva accolto l’appello del padrone del cane, anche perchè il padrone del cagnolino maleducato aveva versato dell’acqua per ripulire la macchia provocata dall’animale.
Infine la Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, scagionando il proprietario del cagnolino, perchè "il reato contestato è un delitto solo quando sussiste un dolo, anche generico. Ma nella fattispecie in esame non è risultata provata la sussistenza del dolo".
In questa suddetta sentenza la Cassazione ha stilato una sorta di vademecum per chi passeggia in luogo pubblico con il proprio animale domestico:
- Il proprietario deve vigilare attentamente sui comportamenti dell’animale.
- Il proprietario deve limitarne libertà di movimento in modo che non sia totale (se del caso tenendolo con un guinzaglio).
- Il proprietario deve intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere – quantomeno nell'immediatezza – dall'azione.
- Nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene portarsi dietro una bottiglietta d'acqua per ripulire.
In caso queste semplici regolette non venissero osservate, si può imputare al proprietario "sciatteria o imperizia nella conduzione dell'animale".















