Fonte: www.tempi.it
Matteo Renzi è il nuovo segretario del Pd. Le primarie del partito democratico hanno consegnato un risultato per certi versi scontato, ma comunque attesissimo sia dagli elettori che dagli addetti ai lavori. Archiviata la sconfitta contro Pierluigi Bersani per la candidatura a premier, il sindaco di Firenze si è ributtato a testa bassa nella mischia, portandosi a casa un ruolo che per molti era già suo da tempo.
Per Renzi è stato un vero e proprio plebiscito: proiezioni e risultati parziali lo lasciavano supporre e alla chiusura delle operazioni di spoglio è arrivata la conferma. Il primo cittadino toscano si è aggiudicato le primarie 2013 con il 67,8% dei consensi, lasciando ai suoi avversari poco più delle briciole: a Cuperlo il 18% e a Civati il 14,2%. La corsa a tre Renzi-Cuperlo-Civati è stata senza storia: il sindaco infatti ha ottenuto la vittoria con oltre 1 milione e 700 mila voti su più di 3 milioni di partecipanti.
E anche il dato dell'affluenza è di quelli che fanno parlare di grande successo. Dopo l'esperienza trionfale dello scorso anno, seguita dalla débâcle alle politiche e poi dalla scelta di creare un governo di coalizione, con Enrico Letta al posto di Bersani, la paura era che gli elettori disertassero i seggi. E invece no: secondo i dati diffusi dal segretario Pd reggente Guglielmo Epifani, infatti, le primarie Pd 2013 sono andate ancora meglio delle precedenti (con 2 milioni e 800 mila partecipanti).
Naturale dunque l'entusiasmo di Renzi e del suo entourage. "Tocca a noi. Tocca a una nuova generazione. E questa volta il cambiamento sarà vero", ha dichiarato il sindaco di Firenze nel suo discorso di ringraziamento. E per dimostrare che non di sole parole, ma di fatti si tratta, il primo cittadino toscano ha subito scardinato le vecchie logiche, nominando per la segreteria una carica di 12 quarantenni, 7 dei quali donne. Nello specifico, dunque, la nuova dirigenza del partito uscita dalle primarie del Pd si compone di: Matteo Renzi, segretario, e poi Maria Elena Boschi, Debora Serracchiani, Marianna Madia, Federica Mogherini, Chiara Braga, Pina Picierno, Luca Lotti, Filippo Taddei, Davide Faraone, Stefano Bonaccini, Francesco Nicodemo e Lorenzo Guerini nel ruolo di portavoce.

















