Honda LCR: Marketing d'assalto, risultati, feste e conigliette
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Fonte: roadguarrior.com

Non è facile sopravvivere nel paddock della Moto Gp. E tantomeno farlo ai più alti livelli possibili in relazione alle possibilità economiche, e per molti anni, gestendo un team satellite. La storia di Lucio Cecchinello, ex Campione del Mondo di 125cc ed affabile capo dell’LCR Honda, è un esempio, un modello ed una linea guida per chiunque voglia intraprendere percorsi analoghi nel mondo delle due ruote.

Soprattutto in questi anni recessivi dove la crisi economica ha spazzato via l’età dell’oro, le sponsorizzazioni sono in caduta libera e l’interesse mediatico è in calo vertiginoso dopo il fragoroso flop Rossi-Ducati.

Lucio Cecchinello ed il suo staff, composto da persone preparate, cordiali e disponibili, sa come districarsi dalle situazioni più intrecciate. Il team punta su rider capaci di catalizzare l’attenzione di un paese specifico. Negli anni passati, dopo aver lanciato Stoner, è arrivato l’aitante e abbronzato Randy de Puniet, che garantiva alla squadra di Cecchinello un trattamento favorevole da parte degli sponsor francesi. Oggi lo stesso accade con Stefan Bradl, unico tedesco della massima serie e Campione del Mondo in carica di Moto 2 che al Mugello ha chiuso 4° e secondo rider Honda dopo Pedrosa. Per certi aspetti Bradl è uno dei piloti più sottovalutati del paddock, ma ancora una volta Cecchinello ci ha visto giusto.

Per quanto riguarda il marketing, il Team LCR ha praticamente inventato le sponsorizzazioni a “spot”. Non ci si lega ad un azienda per tutta la stagione, ma si offrono spazi su misura di gran premio in gran premio. Così chi investe può farlo in modo mirato e nella piazza che più si avvicina al suo prodotto. Tutto ciò è ovviamente faticoso; richiede ricerca, pubbliche relazioni, notevoli rischi imprenditoriali, perché una moto in leasing, quindi affittata, costa sui 3,5 milioni di euro a stagione. Al quale vanno aggiunti gli stipendi dello staff, dei meccanici, i costi dell’hospitality, le trasferte, per una cifra complessiva non distante dai 7 milioni di euro l’anno.

In Moto Gp non si vince senza un mezzo ufficiale e squadre come la LCR possono solo competere per le posizioni meno nobili. Ma la pista racconta solo una parte della storia; si può far parlare di se scegliendo partners come Playboy, organizzando le feste più “cool” del motomondiale, sostituendo le classiche ombrelline con le “conigliette” di Hugh Hefner. La storia dell’LCR, di Lucio Cecchinello ed il suo team insegna che con intelligenza, arguzia, ed un’attenta pianificazione, si può restare a galla nella tempesta, senza snaturare l’essenza delle corse e di ciò che le circonda; che semplificando è emozionare, coinvolgere e divertire, divertendosi.